Ad occhi chiusi

Scritto da Petaloblu. Postato in Blog

23 Maggio 2013
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Quindi accade così, che se si avvera la tua paura più grande, solo col tempo, molto lentamente ma senza ombra di dubbio, si avvera un grande paradosso: finisci col non averne più paura.


E nello specifico, fra le mura di casa, intimamente, silenziosamente e rispettosamente, molti la chiamano "speranza"
Oggi ho un dolore che mi porto dentro, ho paura.
Sono nate tre creature a persone a me vicine e io mi sento suonare dentro qualcosa che appartiene a te che sembri allontanarti pian piano.
Una corda che tira da entrambe le origini non può che portarti lontano, può farti sporgere lì dove non avresti mai osato arrivare ma può di certo farti correre verso il centro se solo una delle due parti tirasse un po' di più.
Oggi mi pare di stare al centro ad aspettare che qualcuno o qualcosa mi tiri a sé.

Risultato extra giaina tutto prevedibile ma niente dato per scontato. 

Ne scriverò domani ma oggi mi sento come nella fine del film



faccio parte di una scena la cui bellezza sta nel modo in cui viene montata
talmente bella da doverla costruire con cura 
dolcemente, con una dolcezza folle..
Un segreto
percepito solo da chi ha toccato con mano e curato una pellicola talmente delicata da poter prendere fuoco se lasciata sola.

E mi sento così..
a piedi scalzi felice del ritmo che mi dice che tornerai
ti cerco ad occhi chiusi
per sentirti arrivare anche se non ti vedo.


Ogni cosa suona per te.

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